Al Pronto Soccorso dell’ospedale di Mirano sono arrivati un monitor multiparametrico di ultima generazione e un igienizzatore d’aria anti Covid. I due dispositivi sono stati donati dal Rotary Club Noale dei Tempesta al reparto ospedaliero miranese: «Avere accanto una realtà importante come il Rotary - ha detto il direttore generale dell’ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben, nel corso della cerimonia di consegna - significa sentire ancor più vicino la comunità che cerchiamo di servire ogni giorno. Questa donazione è motivo di soddisfazione e orgoglio, ed è di stimolo a lavorare sempre di più e meglio, mettendo al centro il paziente».
Monitor e igienizzatore serviranno gli ambienti del Pronto Soccorso. Il secondo strumento è in grado di risanare l’aria di una superficie di 240 metri quadri, grazie al flusso di ioni negativi. Questi colpiscono una matrice che produce ioni altamente ossidanti nell’aria, capaci di eliminare virus e batteri. «Questo presidio - ha detto il primario Biagio Epifani - è utile anche in ambito ambulatoriale. In questo momento lo utilizzeremo soprattutto in area Covid e in osservazione breve intensiva».
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venerdì 26 giugno 2020
giovedì 28 maggio 2020
RIAPRIRÀ IL 3 GIUGNO L'ECOCENTRO DI MIRANO E GLI ECOMOBILI NEL TERRITORIO
Dal prossimo 3 giugno riaprirà l'Ecocentro di Veritas a Mirano, che era stato chiuso a seguito della pandemia da Covid-19. L'accesso, consentito a una sola persona per pratica, sarà libero da lunedì a venerdi, mentre sabato e domenica sarà necessaria la prenotazione contattando il numero verde 800 166 629 o inviando una mail all'indirizzo ecocentri@gruppoveritas.it
Contestualmente riparte anche il servizio degli Ecomobili, secondo il consueto calendario in forma itinerante attraverso le frazioni, per il quale tuttavia viene data una raccomandazione: «È necessario che l'accesso sia intelligente e scaglionato - afferma l'assessore all'Ambiente del Comune di Mira, Maurizio Barberini - perciò chiediamo attenzione in questo senso, riservandoci di valutare assieme a Veritas l'eventuale nuova chiusura ove si creassero condizioni pericolose».
Continua intanto l'attività di controllo del territorio e di contrasto dell'abbandono illegale dei rifiuti, con il prezioso ausilio degli ispettori di Veritas. «Dall'inizio dell'anno - sottolinea Barberini - è stata emessa una ventina di contravvenzioni a carico dei trasgressori che spesso è stato possibile individuare grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, ma anche grazie alle segnalazioni di cittadini responsabili, i quali hanno fornito alla Polizia locale la targa del veicolo da cui è stato scaricato il materiale».
mercoledì 11 marzo 2020
ALL'OSPEDALE DI MIRANO L'ERNIA ADDOMINALE SI CURA IN ANESTESIA LOCALE
In questi giorni la sanità è sotto l'attenzione di tutti, e una volta ancora vale sottolineare la grande professionalità di medici e infermieri nel territorio veneto. Stavolta non si parla di Covid-19, ma di interventi per rimuovere le ernie: ne è stato protagonista, da paziente, il dottor Corrado da Lio, facente funzioni del primario nel reparto di Chirurgia dell'ospedale di Mirano: «È successo anche a me, e non ho avuto dubbi a chi affidarmi, cioè alla mia équipe chirurgica che ha alle spalle un’esperienza e professionalità ultraventennale nel tema delle ernie addominali o inguino-scrotali».
Dopo un’ora dal trattamento, effettuato dagli stessi medici con cui lavora quotidianamente a fianco, giorno dopo giorno, già stava in piedi e camminava: «Ho testato da un punto di vista differente da quello consueto – sottolinea il dottor Da Lio – la competenza dell'équipe; e posso confermare per esperienza provata che all’interno dell'ambulatorio di Patologia della parete addominale ci sono medici altamente specializzati, che hanno affinato e aggiornato la tecnica per il trattamento delle ernie addominali».
Nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Mirano si eseguono circa 2200 interventi l’anno, di cui ben 400 riguardano patologie della parete addominale e, in particolare, le ernie prodottesi in questo settore, che non vanno confuse con quelle del disco. Si tratta di una patologia frequente, soprattutto negli uomini, che i medici del Miranese affrontano chirurgicamente nel 95% dei casi in regime di ricovero ambulatoriale, con anestesia locale. «A Mirano - ha spiegato il responsabile del servizio di Patologia Addominale, dottor Ermanno Tiso - abbiamo affinato una tecnica già esistente, che eseguiamo in maniera sartoriale e che ci permette di operare persone che un tempo erano inoperabili o ad alto rischio anestesiologico, in quanto grandi anziani o persone con presenza di pluripatologie: la persona più giovane che abbiamo operato aveva 18 anni e la più anziana ne aveva 102.
Il paziente selezionato per l’intervento in regime ambulatoriale giunge in ospedale la mattina stessa dell’intervento, gli viene somministrata l’anestesia localmente (per l’intera durata della operazione è vigile e risponde al medico), e può tornare a casa propria dopo quattro ore dall’intervento». L’intervento, che dura in media 30-40 minuti, prevede una piccola incisione che permette al chirurgo di inserire una rete protesica che blocca la fuoriuscita delle viscere e che, una volta inserita, col tempo, si integra con i tessuti dell'organismo rafforzando la preesistente area di debolezza. I punti di sutura, inoltre, si riassorbono. Il paziente, dopo alcuni giorni, può ridurre o sospendere l’assunzione dei farmaci analgesici e se ha un lavoro di tipo impiegatizio, può rientrare in ufficio entro sette giorni, che diventano circa una ventina se la persona pratica sport e svolge un’attività lavorativa più impegnativa dal punto di vista fisico.
Dopo un’ora dal trattamento, effettuato dagli stessi medici con cui lavora quotidianamente a fianco, giorno dopo giorno, già stava in piedi e camminava: «Ho testato da un punto di vista differente da quello consueto – sottolinea il dottor Da Lio – la competenza dell'équipe; e posso confermare per esperienza provata che all’interno dell'ambulatorio di Patologia della parete addominale ci sono medici altamente specializzati, che hanno affinato e aggiornato la tecnica per il trattamento delle ernie addominali».
Nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Mirano si eseguono circa 2200 interventi l’anno, di cui ben 400 riguardano patologie della parete addominale e, in particolare, le ernie prodottesi in questo settore, che non vanno confuse con quelle del disco. Si tratta di una patologia frequente, soprattutto negli uomini, che i medici del Miranese affrontano chirurgicamente nel 95% dei casi in regime di ricovero ambulatoriale, con anestesia locale. «A Mirano - ha spiegato il responsabile del servizio di Patologia Addominale, dottor Ermanno Tiso - abbiamo affinato una tecnica già esistente, che eseguiamo in maniera sartoriale e che ci permette di operare persone che un tempo erano inoperabili o ad alto rischio anestesiologico, in quanto grandi anziani o persone con presenza di pluripatologie: la persona più giovane che abbiamo operato aveva 18 anni e la più anziana ne aveva 102.
Il paziente selezionato per l’intervento in regime ambulatoriale giunge in ospedale la mattina stessa dell’intervento, gli viene somministrata l’anestesia localmente (per l’intera durata della operazione è vigile e risponde al medico), e può tornare a casa propria dopo quattro ore dall’intervento». L’intervento, che dura in media 30-40 minuti, prevede una piccola incisione che permette al chirurgo di inserire una rete protesica che blocca la fuoriuscita delle viscere e che, una volta inserita, col tempo, si integra con i tessuti dell'organismo rafforzando la preesistente area di debolezza. I punti di sutura, inoltre, si riassorbono. Il paziente, dopo alcuni giorni, può ridurre o sospendere l’assunzione dei farmaci analgesici e se ha un lavoro di tipo impiegatizio, può rientrare in ufficio entro sette giorni, che diventano circa una ventina se la persona pratica sport e svolge un’attività lavorativa più impegnativa dal punto di vista fisico.
sabato 4 febbraio 2017
STALKER PUBBLICA FOTO SEXY DELLA PROPRIA EX: LA PROCURA GLI VIETA DI AVVICINARSI
Tra lui e lei ci sono 26 anni di differenza. Lui un veneziano 60enne, lei una affascinante 34enne di origine cubana. La loro storia d’amore non ha resistito a lungo perché lei lo ha lasciato per seguire altre strade lavorative ed affettive. L’uomo non si è mai rassegnato alla fine del rapporto e al termine di una lunga azione di stalkeraggio con telefonate e tallonamenti, lo scorso autunno, per vendicarsi, ha pensato bene di esporre in varie zone del Miranese e della Riviera del Brenta alcuni manifesti con le foto sexy della sua ex. Anzi, pose dove la donna appariva completamente nuda. Li aveva affissi anche nei luoghi frequentati dalla cubana, insegnante di salsa in alcuni locali del territorio. La Procura di Venezia, che già l’anno scorso aveva disposto nei confronti dell’uomo gli arresti domiciliari, ha emesso un nuovo provvedimento, con il divieto assoluto di avvicinarsi all'abitazione e ai luoghi frequentati dalla ex fidanzata.
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