venerdì 20 dicembre 2019

STASERA A CAMPONOGARA "MISTERO BUFFO" CON MARIO PIROVANO PER I 20 ANNI DAL TEATRO DARIO FO

Sono vent'anni che il teatro di Camponogara è intitolato a Dario Fo. L'attore, regista, scrittore, pittore, drammaturgo inaugurò con l'amministrazione di allora e i cittadini il teatro nel 1999, due anni dopo il conseguimento del premio Nobel per la Letteratura. Una scelta importante, coraggiosa e simbolica quella di invitare Fo, come ha sottolineato più volte l'assessora alla Cultura di Camponogara, Vania Trolese: «Nel 1999 la titolazione del teatro a Dario Fo scosse e colpì ma quella scelta ardita voleva riconoscere l’eccellenza italiana, l’uomo geniale che passava con naturalezza dalla penna al pennello e al palcoscenico».
Il circuito regionale Arteven vuole quindi ricordare quel giorno e spegnere le venti candeline questa sera, venerdì 20 dicembre dalle ore 21, con "Mistero Buffo 50": in scena Mario Pirovano, attore, traduttore e allievo di Dario Fo. Il testo che ha cambiato per sempre la storia del teatro italiano sarà riproposto a 50 anni esatti di distanza dal suo debutto, nell'aula magna dell'Università Statale di Milano occupata allora da oltre due,ila studenti, nel pieno fermento delle proteste studentesche.

mercoledì 4 dicembre 2019

RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI, LEGAMBIENTE PREMIA CINQUE COMUNI DELLA RIVIERA


Sono stati premiati a Venezia -nel corso dell’Ecoforum organizzato da Legambiente, dedicato quest’anno all’economia circolare- i 12 Comuni del territorio metropolitano (più Mogliano Veneto) che nel 2018 hanno fatto registrare alte percentuali di raccolta differenziata e ridotto la quantità di rifiuto secco. Ceggia prevale nella categoria tra 5mila e 15mila abitanti, con 40,7 kg/anno per abitante di rifiuto secco e 84,2% di raccolta differenziata, ed è arrivata addirittura al quinto posto della classifica assoluta veneta, che raggruppa tutti i Comuni della regione senza tener conto delle dimensioni.
Ottime però anche le prestazioni degli altri Comuni premiati del territorio: nella categoria dei Comuni tra 5mila e 15mila abitanti, oltre a Ceggia sono stati premiati Campolongo Maggiore (62,8 kg e 77,4% di differenziata), Campagna Lupia (64,7 kg e 79,7% differenziata), Camponogara (69,5 kg e 77% differenziata) e Stra (72,4 kg e 74,5% differenziata). Tra le città con oltre 30mila abitanti è stata premiata -oltre a San Donà di Piave- anche Mira (61,9 kg e 79,1% di raccolta differenziata); menzione particolare anche per il Comune di Venezia, che in un anno è riuscito a ridurre di 10 kg (da 239 a 229) la quantità di rifiuto secco residuo per abitante equivalente.
Un riconoscimento è stato consegnato anche a Veritas per aver tracciato tutte le filiere dei rifiuti (unico caso in Italia) e per la realizzazione dell’Ecodistretto di Fusina, dove si stanno insediando gli impianti e le aziende che si occupano appunto del trattamento dei rifiuti. Un modo per accorciare le filiere fino ad arrivare al km zero, ed eliminare il traffico e l’inquinamento prodotto dai camion che trasportano i rifiuti.

sabato 16 novembre 2019

FALLISCE IL CALZATURIFICIO BE71 (EX KALLISTÉ) A FOSSO', LICENZIATI CIRCA 30 OPERAI

Ancora una chiusura forzata per un calzaturificio della Riviera del Brenta. Si tratta della Be71, ex Kallisté, con sede in via Roverelli a Fossò: nei giorni scorsi l'azienda è fallita lasciando a casa circa 30 operai, nonostante sia intatto il valore della loro professionalità dimostrata al servizio dell'impresa. Lunedi gli operai licenziati saranno a Mirano con i sindacati. In pochi anni il brand -che produce scarpe di pregio- ha subìto ben due fallimenti: solo nel settembre 2018 le insegne e la distribuzione erano passate di mano dall'imprenditore marchigiano Cleto Sagripanti alla Lablux di Giovanni Stella, anche se in capo al primo era rimasto lo stabilimento rivierasco: «Il marchio Kallisté - aveva dichiarato proprio Sagripanti - è in buonissime mani e abbiamo messo a punto un’organizzazione capace di sfidare il mercato attuale». Evidentemente così non è stato, e ora le maestranze sperano intervenga il mercato o la mano pubblica a far ripartire le produzioni e soprattutto a garantire loro un futuro.
Agli operai arriva la solidarietà della consigliera regionale Erika Baldin (M5S): «Non sorprende che imprenditori senza scrupoli sfruttino l’onda delle ristrutturazioni aziendali per poi dichiarare fallimento. Peccato che a farne le spese siano sempre i lavoratori, anche quando assai specializzati e dalla grande dedizione professionale. Resta da capire se l'imprenditore fosse cosciente delle difficoltà quando dichiarava di essere all'altezza del mercato, configurando così ipotesi di dolo ai danni delle maestranze, alle quali è stato portato via il futuro. Ora spetta alla politica – è il monito della consigliera stellata – che deve mettere le parti attorno a un tavolo, coordinare gli ammortizzatori sociali per chi è rimasto senza un impiego, favorire il riassorbimento in altre fabbriche sane della zona, creare gli strumenti affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi. Il reddito di cittadinanza fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle è stato pensato proprio quale rete di protezione per coloro che si trovano a essere loro malgrado vittime dell’economia globalizzata e di avventurieri che giocano con la vita altrui».

venerdì 4 ottobre 2019

CARABINIERI ARRESTANO 28ENNE DI VIGONOVO PER SPACCIO DI MARIJUANA E HASHISH


Nella notte fra giovedì e venerdì, a Vigonovo, i Carabinieri della Stazione di Campagna Lupia hanno tratto in arresto -in flagranza di reato- un 28enne vigonovese (fino ad allora incensurato) per illecita detenzione di sostanze stupefacenti. All’esito di perquisizione domiciliare, i militari hanno accertato come il giovane detenesse 650 grammi di marijuana, 95 grammi di hashish, vari bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e la somma di 1300 euro, ritenuto provento di illecita attività di spaccio. L’arrestato è stato condotto nel primo pomeriggio di ieri al Tribunale di Venezia per la celebrazione del giudizio direttissimo.

sabato 31 agosto 2019

CONFCOMMERCIO RIVIERA DEL BRENTA HA UN NUOVO DIRETTORE E NUOVI PROGETTI PER LE IMPRESE

Annunciando la nascita della Confcommercio Città e Riviera del Brenta il 27 novembre scorso, il presidente dell’Unione Metropolitana Massimo Zanon lo aveva detto chiaramente: «Non potevamo non dedicarci ad un territorio significativo come la Riviera del Brenta. Ripartiamo con un’associazione completamente nuova, tutte le energie ora sono rivolte al futuro, per avere un’associazione mandamentale capillare e operativa». Da allora la Confcommercio provinciale ha riorganizzato i servizi alle imprese con la nuova società Confcommercio Servizi della Città della Riviera del Brenta e -assieme al primo gruppo di nuovi associati rivieraschi coordinati dall’avvocato Alessandro Biasiolo- ha ripreso l’attività sindacale nel territorio, incontrando le amministrazioni comunali ai tavoli dei Distretti del Commercio e della OGD, ma soprattutto le imprese del commercio, turismo, servizi, trasporti e professioni in più di 15 assemblee realizzate la primavera scorsa.
Ora i vertici provinciali dell’associazione compiono un terzo decisivo passo, inviando da settembre nelle sedi di Dolo e Mira un nuovo direttore: Pierpaolo Dall’Agnola, 44 anni, veneziano, laureato in filosofia e specializzatosi con master in Town Center Management. Dopo un passato lavorativo in Camera di Commercio, dal 2009 è stato responsabile delle categorie sindacali nell’Unione Metropolitana. «Dal mese prossimo – afferma il presidente Zanon – abbiamo deciso di inviare questa risorsa in Riviera per rafforzare l’attività sindacale, allargare la base associativa, completare il rinnovo delle cariche e progettare nuove iniziative sul territorio. Le piccole imprese, infatti, soffrono non solo problemi pratici come l’adozione dal 1° gennaio del registratore di cassa telematico, ma anche problemi più ampi e strutturali, come la difficoltà di una regia unitaria nella gestione turistica della Riviera, per i quali Confcommercio ha la propria ricetta». Per dare voce alle esigenze delle imprese e soprattutto fornire loro soluzioni efficaci, Confcommercio Città e Riviera del Brenta ha concorso quest’estate ai bandi camerali di rigenerazione urbana e turismo, aggiudicandosi importanti finanziamenti per due progetti centrati rispettivamente sull’abbattimento degli sprechi nel commercio alimentare e sulla formulazione di club di prodotto per il turismo in Riviera. Iniziative che partiranno, anche queste, da settembre.

sabato 6 luglio 2019

CAMPAGNA LUPIA, ARRESTATO DANILO BIASIOLI: FACEVA PARTE DELLA MALA DEL BRENTA

Nel pomeriggio di ieri, venerdì 5 luglio, i carabinieri della Stazione di Campagna Lupia hanno eseguito un ordine per la carcerazione, emesso dall’ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Venezia, nei confronti di Danilo Biasioli, pregiudicato di 71 anni, già condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso in seno alla mala del Brenta. L’uomo è stato tradotto alla casa circondariale di Santa Maria Maggiore in Venezia, ove dovrà espiare 3 anni e 8 mesi di reclusione per un cumulo di pene derivanti da condanne per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

mercoledì 12 giugno 2019

IL COMITATO OPZIONE ZERO APPROFONDISCE LE INCHIESTE CONTRO BIOMAN E SESA PER LO SVERSAMENTO DI COMPOST A GIARE E LUGO

La videoinchiesta pubblicata da Fanpage il 10 giugno e relativa alle aziende SESA e Bioman getta ombre molto inquietanti anche sul territorio della Riviera del Brenta, secondo il comitato Opzione Zero. «Da tempo denunciamo operazioni strane da parte di Bioman e di altre aziende - affermano gli esponenti di Opzione Zero - ma come al solito veniamo tacciati di essere catastrofisti. Ebbene questa coraggiosa inchiesta, e il lavoro svolto da altre realtà come la nostra, dimostrano una volta di più che quando i comitati parlano non lo fanno a caso. I camion che sversano compost di dubbia provenienza e composizione sono stati visti anche in zona Giare, i rischi di inquinamento di suolo e falde sono concreti. Pretendiamo dai Comuni e da Arpav controlli seri e immediati».
Opzione Zero aveva svelato già alcuni mesi fa come tutti i terreni inizialmente destinati al polo logistico di Dogaletto, così come tutta la valle Miana Serraglia fino a Lugo di Campagna Lupia, fossero passati nelle mani dell'azienda agricola Sant’Ilario che ha per core business l’agroindustria e la produzione di energia da biomasse. «Guarda caso - dice Opzione Zero - l’azienda è interamente posseduta da Bioman, Agrilux e Vallette, tutte società del gruppo Finam, la holding della famiglia Mandato». La prima contestazione operata dal comitato ha riguardato il cogeneratore di Lugo, un impianto a biomassa da 1 Megawatt finalizzato inoltre alla produzione di biometano. Un impianto quasi ultimato grazie al benestare dalla Regione Veneto che ha approvato il progetto, «sebbene il sito di insediamento ricada in piena zona di tutela ambientale a pochi passi dalla Laguna sud». Successivamente il comitato rivierasco aveva fatto scattare l’allarme per uso massivo di glifosate, e per gli sversamenti di compost: «Abbiamo raccolto numerose testimonianze dello sversamento di sostanza organica dall’odore acre e insopportabile nella zona di Giare – continua il comitato – e alcuni attivisti hanno intercettato bilici bianchi del tutto simili a quelli che entrano ed escono dall’impianto di SESA. Ne abbiamo pure seguito uno in uscita dalla Sant’Ilario, e siamo finiti vicino a Pordenone in un impianto della SNUA, società per il trattamento dei rifiuti, detenuta anche questa da Bioman e SESA».
Ma non è finita qui, perché Bioman ritorna in ballo anche nella riapertura dell’inceneritore di Fusina: nel 2016 Opzione Zero e il comitato contro il rischio chimico di Marghera avevano protestato per l’operazione di vendita a Bioman del 40% delle quote di Ecoprogetto, la società del gruppo Veritas che tratta il rifiuto secco, perché sarebbe stata «foriera di scelte sbagliate e pericolose». La quasi totalità dei sindaci del bacino veneziano - nota Opzione Zero - «tirò dritto senza batter ciglio, ma ora saranno loro a dover rispondere della riapertura dell’inceneritore chiuso nel 2014». Il progetto, presentato pochi giorni fa dal direttore generale di Veritas Andrea Razzini, prevede la possibilità di bruciare 333mila tonnellate all’anno di rifiuto secco, fanghi, e biomassa, «con buona pace delle polveri sottili. Troppee commistioni tra pubblico e privato, troppi interessi milionari nel campo dei rifiuti, delle biomasse e dell’agroindustria. Dopo l’inchiesta siamo ancora più determinati ad andare fino in fondo, perché non accettiamo che il territorio e la salute dei cittadini vengano svenduti al malaffare e al bieco profitto. Non guarderemo in faccia nessuno».