giovedì 9 marzo 2017
TRUFFA DELLO SPECCHIETTO: PADOVANO ARRESTATO DAI CARABINIERI
DOLO – Arrestate dai carabinieri di Dolo due persone che da qualche tempo mettevano a segno truffe ai danni di persone anziane. Uno truffava con il trucchetto dello specchietto e l’altro con l’offerta di “protezione” in cambio di denaro. I militari hanno lavorato in divisa e in borghese con appositi servizi per contrastare le numerose truffe messe in atto ai danni di persone anziane nel territorio rivierasco
Venerdì scorso i carabinieri della Tenenza di Dolo hanno denunciato per millantato credito ed usurpazione di titolo un uomo che si spacciava per poliziotto. L’uomo aveva offerto la propria “protezione” ad una coppia di Mira in cambio di denaro.
Questa mattina il secondo arresto. A cadere in trappola durante la seconda operazione è stato il re delle truffe dello “specchietto”. Si tratta del 25enne padovano Vincenzo Spicuzza. Le denunce di numerosi cittadini hanno segnalato ai carabinieri la presenza di una Lancia Delta di colore nero, i cui occupanti erano stati notati più volte mentre mettevano a segno furti e imbrogli. I carabinieri hanno individuato stamane uno della banda che stava tentando di porre in atto l’ennesima “truffa dello specchietto” ai danni di una anziana automobilista di Dolo. Dopo aver appurato il tipico modus operandi del malvivente, sono intervenuti prima che riuscisse a fuggire. Le indagini hanno consentito di scoprire che a fine febbraio aveva colpito anche a Stra, sempre ai danni di un’altra anziana automobilista. Vincenzo Spicuzza è risultato essere pluripregiudicato per aver commesso analoghe truffe in tutto il nord Italia. “Chi negli ultimi tempi avesse subito truffe è pregato di venirle a denunciare in caserma”, è l’esortazione del comandante della Tenenza di Dolo, il capitano Gabriele Favero
SALTA UNA BANCA AL VILLAGGIO DEI FIORI DI SPINEA, SCONTRO A FUOCO NELLA NOTTE
Notte movimentata al Villaggio dei Fiori di Spinea. Una banda di malviventi ha fatto saltare la filiale di Veneto Banca in viale Viareggio attorno alle ore 3: poco dopo sono giunti sul posto i carabinieri che hanno innestato uno scontro a fuoco con i fuggitivi, i quali hanno lanciato fumogeni e polvere per proteggere la fuga. Fortunatamente il denaro della refurtiva è rimasto sul posto.
Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito.
Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito.
mercoledì 8 marzo 2017
BANDA RIVIERASCA DEDITA AI FURTI SGOMINATA A MONTAGNANA
Una banda composta da sette persone per rubare materiale ferroso e altre attrezzature. A seguito di servizi di osservazione, controllo e pedinamento, qualche giorno fa i carabinieri della stazione di Camponogara, in collaborazione con i militari delle stazioni di Stra e Campagna Lupia, hanno arrestato in flagranza del reato di furto, in via Lupia San Zeno a Montagnana (PD), tre trentenni tutti residenti nel veneziano e già noti alle forze dell’ordine. Denunciati in stato di libertà altri due complici. I carabinieri di Camponogara erano venuti a conoscenza che ad Oppeano (VR), presso un deposito di materiali ferrosi, sette persone, utilizzando due furgoni Fiat Scudo, dopo aver forzato un lucchetto che bloccava una catena metallica posta a chiusura del cancello del deposito di metalli erano penetrati al suo interno, caricando sui due mezzi vario materiale avente un peso complessivo di circa 25 quintali ed un valore stimato dal proprietario di oltre 20mila euro. Nei furgoni avevano caricato giunti, un semianello per pompa di grasso, anelli distanziali, una frangia cieca, ruote di carri, anelli e cilindri, leve di espansione, una pompa di grasso completa, tiranti, una prolunga per tubazione acqua, bolloni per fissaggio di cesoie, coperchi di rulli, motori elettrici e riduttori. I malviventi, dopo aver caricato la refurtiva sui due mezzi, sono ripartiti per strade diverse. Due di loro si sono accorti dei militari e una volta fermato il furgone si sono dati alla fuga a piedi attraverso i campi. Il furgone e la refurtiva sono stati sottoposti a sequestro.
L’altro furgone è stato bloccato con gli occupanti a Montagnana. I tre maggiorenni a bordo sono stati arrestati e due minorenni denunciati a piede libero. Il furgone è stato sequestrato, come la merce che in precedenza era stata scaricata in mezzo ad un frutteto. Gli arrestati sono stati portati in carcere a Rovigo e successivamente rimessi in libertà. Poiché il furto è avvenuto in provincia di Verona, il procedimento passerà ora al tribunale veronese.
FURTO SU COMMISSIONE IN UNO STUDIO DENTISTICO A VIGONZA
Rubano da uno studio dentistico macchinari e utensili odontoiatrici per un valore di circa 60mila euro. Il maxi furto, non coperto da assicurazione, è stato effettuato l’altra notte nello studio dentistico di Elisabetta Martini, in via Cavour 38 a Vigonza, comune padovano che fa parte del territorio della Riviera del Brenta. Si tratta senza ombra di dubbio di un furto su commissione e non è la prima volta che ambulatori medico/dentistici vengono presi di mira dai ladri. Per entrare nello studio medico posto al primo piano, i malviventi hanno praticato un foro nel muro. Così facendo hanno rotto un tubo dell’acqua, allagando lo stesso ambulatorio e gli uffici della sottostante banca Antonveneta del Monte di Paschi. Secondo i carabinieri, i macchinari sarebbero già stati portati all’estero nel corso della stessa notte, probabilmente verso l’est Europa. Lo studio dentistico, rimasto senza macchinari, dovrà restare chiuso per parecchio tempo. Problemi anche alla banca, che è rimasta chiusa per tutta la giornata di martedì in quanto negli uffici c’erano dieci centimetri d’acqua. Secondo le forze dell’ordine, a colpire gli studi odontoiatrici del territorio padovano e veneziano è sempre la stessa banda, specializzata nei furti di apparecchi odontoiatrici.
martedì 7 marzo 2017
GIOVEDÌ 9 MARZO A DOLO LA GIORNATA DEL RENE CON ESAMI GRATUITI ANCHE AI BAMBINI
In occasione della XII Giornata Mondiale del Rene, l’unità operativa complessa di Nefrologia e Dialisi dell'Ulss 3, distretto Mirano Dolo, organizza nell’ospedale di Dolo una iniziativa di prevenzione rivolta a tutti i cittadini, anche per i più piccoli. La novità di quest’anno è di puntare lo screening gratuito, sia per adulti che bambini, su uno dei fattori di rischio più importanti per la malattia del rene e cioè l’obesità. Ecco, quindi, che tra gli esami gratuiti che verranno eseguiti in occasione di questa giornata, non verranno tralasciati quelli ritenuti indispensabili per una prima indagine rivolta al problema del sovrappeso. In pratica i cittadini che aderiranno all’iniziativa, prevista per giovedì 9 marzo, saranno sottoposti ad esami del sangue (glicemia, colesterolemia, trigliceridi) ed urina, e in più saranno sottoposti ad altri controlli come la misurazione della pressione, gli verrà controllato il rapporto tra peso e altezza e verificato l’indice di massa corporea. I cittadini che vorranno partecipare, dovranno presentarsi dalle 8.30 alle 13.30 nell’area allestita al primo piano dell'ospedale di Dolo (parte nuova della struttura ospedaliera, dove si trova anche il Cup) dove ad accoglierli ci saranno medici e infermieri del servizio di Nefrologia (anche ex dipendenti ora in pensione) insieme ai volontari dell’Avo. «L’obesità –ha spiegato il primario Gina Meneghel- è tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, il diabete, le malattie renali, in particolare la nefroangiosclerosi. Un problema importante, in continua crescita, soprattutto nei Paesi occidentali. Un problema che di recente è stato anche rilevato da una indagine proprio nel nostro distretto di Mirano Dolo: su 200 pazienti cronici in insufficienza renale in fase terminale, il 45% è risultato in sovrappeso e ben il 29% obeso (un 74% complessivo di sovrappesi-obesi che supera la media nazionale)». L’ISTAT ha confermato il dato che la popolazione italiana sta aumentando di peso, in questi ultimi vent’anni l’ago della bilancia è salito vertiginosamente ed il 46% della popolazione ha problemi di eccesso ponderale, quindi sono venti milioni gli italiani che hanno problemi di peso. L’obesità non risparmia nemmeno le fasce dell’infanzia, secondo i dati forniti dall’ISTAT siamo al primo posto in Europa, vera e propria “maglia nera”, infatti il 36% dei bambini ha problemi di eccesso di peso e di questi ben il 12% è decisamente obeso. L’anno scorso, tra le circa 200 persone che hanno aderito a questa Giornata di prevenzione, ben il 20% non sapeva di avere una malattia renale. La malattia renale cronica (MRC) è una patologia in costante crescita ogni anno ed è ormai un problema clinico e sociale importante. Il 10% della popolazione adulta ne è affetta. Se la patologia viene affrontata tempestivamente è possibile evitare o almeno ritardare la dialisi. «Diventa quindi sempre più fondamentale –ha aggiunto il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben- per contrastare questa malattia dell’era del benessere, adottare corretti stili di vita che comprendono una dieta sana ed equilibrata (con poco sodio e proteine), la promozione del movimento (quando si può evitare di prendere l’auto e fare una passeggiata o un giro in bicicletta), evitando il più possibile l’uso e abuso di alcol e fumo».
lunedì 6 marzo 2017
VENDEVA IL METADONE CHE IL SERT GLI PASSAVA PER VINCERE LA TOSSICODIPENDENZA
Invece di assumere le dosi di metadone che il Sert di Dolo gli passava per curarsi il suo stato di tossicodipendenza, preferiva venderle per un ottenerne un guadagno. Il 49enne F.M, residente a Dolo, tossicodipendente da sempre e con alle spalle una denuncia per rapina a mano armata, lo faceva da diverso tempo. Lunedì verso le 14, dopo avere appena ritirato il metadone dalla sede del Sert di via Arino, ha tentato di “piazzarlo” ad un giovane di Dolo. Ha trovato la persona sbagliata perché il ragazzo, impaurito, si è subito rivolto ai carabinieri di Dolo per segnalare la circostanza. I carabinieri hanno immediatamente individuato il pregiudicato mentre, in centro a Dolo, era ancora alla ricerca di un compratore. L'uomo è stato portato in caserma e denunciato a piede libero.
ALBANESE " GENIO " FINISCE ( finalmente ) IN CARCERE
PIANIGA – Per non scontare interamente in Italia 8 anni di reclusione per traffico di stupefacenti, aveva preferito tornare in Albania con un decreto di espulsione sulle spalle. In Italia non avrebbe mai più dovuto mettere piede, ma molto probabilmente gli interessi economici illeciti hanno avuto il sopravvento. Nei giorni scorsi è ritornato illegalmente in Italia. E non certo per lavorare. Per non far sapere del suo ritorno da irregolare e non farsi individuare, ha pensato bene di strappare tutte le pagine del passaporto dove erano stati posti i timbri alla frontiera. In tal maniera poteva sembrare che non avesse mai lasciato il territorio nazionale albanese. I carabinieri di Dolo, durante un controllo effettuato l’altra notte in un locale pubblico di Pianiga, lo hanno fermato per un accertamento. Una volta controllato il suo passaporto, hanno scoperto il trucchetto. Il 34enne albanese L.K., che si trovava in compagnia di un altro connazionale, è stato così arrestato e condotto in carcere, dove dovrà scontare il resto della pena e dove avrà tutto il tempo per pensare alla pasticcio combinato.
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