giovedì 28 maggio 2020

RIAPRIRÀ IL 3 GIUGNO L'ECOCENTRO DI MIRANO E GLI ECOMOBILI NEL TERRITORIO

Dal prossimo 3 giugno riaprirà l'Ecocentro di Veritas a Mirano, che era stato chiuso a seguito della pandemia da Covid-19. L'accesso, consentito a una sola persona per pratica, sarà libero da lunedì a venerdi, mentre sabato e domenica sarà necessaria la prenotazione contattando il numero verde 800 166 629 o inviando una mail all'indirizzo ecocentri@gruppoveritas.it
Contestualmente riparte anche il servizio degli Ecomobili, secondo il consueto calendario in forma itinerante attraverso le frazioni, per il quale tuttavia viene data una raccomandazione: «È necessario che l'accesso sia intelligente e scaglionato - afferma l'assessore all'Ambiente del Comune di Mira, Maurizio Barberini - perciò chiediamo attenzione in questo senso, riservandoci di valutare assieme a Veritas l'eventuale nuova chiusura ove si creassero condizioni pericolose».
Continua intanto l'attività di controllo del territorio e di contrasto dell'abbandono illegale dei rifiuti, con il prezioso ausilio degli ispettori di Veritas. «Dall'inizio dell'anno - sottolinea Barberini - è stata emessa una ventina di contravvenzioni a carico dei trasgressori che spesso è stato possibile individuare grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, ma anche grazie alle segnalazioni di cittadini responsabili, i quali hanno fornito alla Polizia locale la targa del veicolo da cui è stato scaricato il materiale».

giovedì 21 maggio 2020

LA CONFCOMMERCIO RIVIERASCA CHIEDE LIQUIDITÀ E MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE


La Confcommercio della Riviera del Brenta chiede sia dato subito avvio alle misure previste dal decreto "rilancio", con liquidità e meno burocrazia per le imprese. Il coordinatore Alessandro Biasiolo commenta positivamente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale: «Rende operative alcune delle misure che le imprese attendevano. Sebbene nei prossimi giorni siano sempre possibili modifiche nei passaggi parlamentari, c'è urgenza di dare seguito e concreta realizzazione agli indennizzi a fondo perduto, all'alleggerimento delle bollette, al prolungamento della cassa integrazione in deroga, ai bonus vacanze e ristrutturazioni, e a tutti i provvedimenti che possano supportare la ripartenza».
Ad oggi non tutti i protocolli di categoria sono ancora definiti, ma i soci di Confcommercio stanno già adottando le misure di sicurazza previste (igiene, distanza tra le persone, protezione e informazione) e quindi, «se la burocrazia dei controlli non ci si mette di mezzo - prosegue Biasiolo - lasciamo lavorare le imprese nella consapevolezza che ci vorranno anni per riprendersi da quasi tre mesi di blocco delle attività».

In questi giorni l'associazione è impegnata in molti tavoli con le pubbliche amministrazioni delle Riviera: «Ci sono alcune situazioni di difficile gestione - conclude il coordinatore di Confcommercio - come ad esempio i mercati, per i quali invitiamo i Comuni a non caricare gli ambulanti di ulteriori costi (vigilanza perimetrazioni), ma piuttosto responsabilizziamo gli operatori affinché ogni banco venga gestito come un negozio a cielo aperto, garantendo distanze e igiene».

sabato 2 maggio 2020

I CARABINIERI ARRESTANO SPACCIATORE A STRA, SORPRESO CON 20 DOSI DI COCAINA

La scorsa notte i Carabinieri della Stazione di Stra, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato in flagranza di reato un 34enne nigeriano per detenzione di sostanze stupefacenti. L'uomo, che era già noto alle forze dell'ordine, attorno alle ore 2 si trovava seduto da solo sopra una panchina nel centro del paese: la circostanza insospettiva i militari, che procedevano dapprima alla perquisizione personale e poi a quella domiciliare, rinvenendo in totale 20 dosi di cocaina contenute in involucri in cellophane, per un totale di 15 grammi di sostanza stupefacente, sottoposta a sequestro assieme alla somma in denaro contante di mille euro circa, ritenuto provento dell'attività di spaccio.

giovedì 23 aprile 2020

CONFCOMMERCIO SI PREPARA ALLA RIAPERTURA: OBIETTIVO PRIMO, LA FIDUCIA DEI CITTADINI

Le imprese della Riviera del Brenta "vedono" la fase 2. Riconquistare la fiducia dei cittadini è l'obiettivo di Confcommercio, che in una nota accoglie benevolmente la riapertura prevista per il prossimo 4 maggio, per dare sopravvivenza alle imprese: «L'allentamento delle misure restrittive - dice il coordinatore Alessandro Biasiolo - consentirà una graduale riapertura delle attività economiche finora sospese e il parziale recupero di libertà di movimento da parte delle persone. Nel frattempo auspichiamo che i prestiti di sostegno vengano presto erogati e arrivano anche contributi veri».
I negozianti si chiedono se cambieranno le dinamiche nel rapporto tra domanda e offerta: «Dopo due mesi chiusi in casa davanti ai tg e ai bollettini della Protezione Civile, saremo gli stessi di prima? Probabilmente vi saranno reazioni contrapposte», valuta Biasiolo. «Parte dei cittadini non vedrà l'ora di fare tutto ciò che non si è potuto fare in queste lunghe giornate, ma vi sarà probabilmente una parte di cittadini (anziani, i più prudenti, oltre ai genitori di bimbi piccoli e ai sofferenti di altre patologie) che non tornerà a muoversi come prima, autolimitandosi all'indispensabile o quasi. È infatti certo, come ricordano ogni giorno, che dovremo imparare a convivere con il virus».
L'offerta probabilmente sarà superiore alla domanda, anche per le conseguenze delle misure da adottare: botteghe e pubblici esercizi dovranno ridurre la capacità di accoglienza delle proprie attività, e quindi recuperare clientela allargando gli orari, disponendo turni di lavoro per il personale, e rivedendo anche i prezzi: «In questi giorni - commenta il coordinatore di Confcommercio - si parla della possibilità di ampliare i plateatici, ma se a questo non corrisponderà una sospensione o riduzione della tassa di occupazione suolo pubblico, i conti non torneranno».
Dopo quello firmato il 14 marzo scorso con le rappresentanze di imprese e lavoratori, il governo sta lavorando ad nuovo protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, che dovrebbe vedere la luce a giorni, rivisitando tutto il processo aziendale ed adottando nuove procedure nell'ottica di evitare il contagio, con l'auspicio che gli adempimenti, pur se spesso complessi, siano chiari ed efficaci e non burocratici. «Decisivo sarà far percepire la sicurezza ai clienti, senza la quale non potrà esserci la fiducia necessaria a dare ossigeno alla domanda interna e ai consumi. Le associazioni di categoria avranno un ruolo fondamentale nel supportare le aziende ad adeguarsi e ripartire».

venerdì 10 aprile 2020

CONFCOMMERCIO: «RIAPRIRE PRIMA POSSIBILE, GARANTENDO LIQUIDITÀ ALLE IMPRESE»

«Speriamo di tornare a lavorare da maggio, gradualmente, ma non oltre. Altrimenti dopo l’emergenza sanitaria, ci troveremo a contare i morti dell’emergenza socio-economica». Non usa giri di parole il coordinatore della Confcommercio della Riviera del Brenta, Alessandro Biasiolo, commentando i dati di una crisi della quale non si vede fine: «Riaprire prima possibile -nel rispetto della salute- fornendo da subito liquidità alle imprese, sono le due richieste che i soci (più di 400 quelli della rinata Associazione) ripetono ogni giorno, pur nella consapevolezza che niente sarà più come prima. A parte il commercio di genere alimentari e di alcuni prodotti di prima necessità, gli altri comparti economici vivono una situazione drammatica. Non bastano certamente le consegne a domicilio ad alleviare le sofferenze».
Lo Stato – prosegue l’avvocato Biasiolo - ha «giustamente messo al primo posto la tutela della salute pubblica, con una compressione delle libertà individuali che non ha precedenti nella storia recente. Ma dal 12 marzo sono chiuse molte attività, i prestiti con garanzia statale devono pur sempre essere restituiti, mentre nonostante gli incassi azzerati le spese continuano a correre come le tasse, pur in parte posticipate. L’esempio del credito d’imposta del 60% sulle locazioni commerciali parla da solo».
Gli aiuti economici finora programmati, come l’indennità dei 600 euro e la cassa integrazione anche per le imprese con meno di 5 lavoratori, seppur anche questa con risorse limitate, secondo Confcommercio «vanno nella giusta direzione, ma non bastano. Agli imprenditori serve una speranza, un obiettivo temporale rispetto al quale possano tentare di rialzarsi e riorganizzarsi. Possiamo e vogliamo farcela, è nel nostro DNA farlo, ma lo Stato deve aiutarci evitando innanzitutto l’incertezza dei tempi e le lunghezze burocratiche». È di questa mattina la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto liquidità: «Occorre sbrigarsi ad attuarlo - continua Biasiolo - con procedure snelle e rapide, perché ogni giorno perso è un colpo mortale inferto alla tenuta delle imprese e di tutto il tessuto socioeconomico ad esse collegato».
Un altro aspetto rilevante è quello della ripartenza: «Facile prevedere che niente sarà più come prima. Le misure di contenimento, seppur gradualmente allentate, proseguiranno nel medio termine e cambieranno i nostri stili di vita. Distanze e dispositivi di protezione ci accompagneranno ancora per mesi. Ecco allora che i clienti torneranno a riscoprire, come sta avvenendo gioco forza in queste settimane, il valore del commercio di vicinato. I centri commerciali creano assembramenti, mentre Amazon è privo di relazione umana: ci sarà una terza via, la più antica, quella del rinato casoin.
Da questo punto di vista crediamo, come detto dall’assessore regionale Marcato, che anche i Distretti del Commercio, costituiti e costituendi (come quello al quale stiamo lavorando tra i Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Pianiga e Vigonovo), possano e debbano fare la loro parte. Ma serve uno sforzo dei Comuni -già in prima linea con l'organizzazione spesa alimentare, il sostegno ai più poveri, la distribuzione delle mascherine e i controlli di sicurezza- per sospendere anche per le imprese le tasse locali di rifiuti, suolo pubblico, pubblicità e IMU. Lo abbiamo chiesto per iscritto e lo ribadiamo».
Infine, per quanto riguarda il turismo, che in questi giorni sembra riscoprire in Riviera la sua anima antica, ovvero di turismo slow per piccoli gruppi, tra ville, fiumi, bellezze culturali ed eccellenze gastronomiche, «anche per questo - conclude Alessandro Biasiolo - dovremo prevedere come cambierà, per non farci trovare impreparati alla ripartenza. Perché è evidente che le imbarcazioni piene di turisti sul Brenta o gli affollati buffet nelle ville dovranno essere rivisti in termini di sicurezza, di capienza e di costi. In una prima fase dovremo puntare sulla domanda interna, nella speranza che gli italiani abbiano ancora ferie e liquidità, e che le scuole non riprendano in anticipo, lasciandoci almeno i primi 10 giorni di settembre per lavorare».

lunedì 30 marzo 2020

CAMPAGNA DELL'ULSS 3 CONTRO IL FUMO, CON I DISEGNI DEGLI STUDENTI DELLA RIVIERA

L'Istituto Superiore di Sanità evidenzia che il Coronavirus ha una prognosi peggiore per chi fuma. Nei fumatori, infatti, il rischio di finire in terapia intensiva è più del doppio rispetto a chi non è fumatore. In Italia – sempre fonte ISS - i fumatori sono 11.6 milioni, il 22% della popolazione di età superiore ai 15 anni. Gli uomini che fumano sono oltre 7 milioni e le donne 4.5 milioni.

Tra gli studenti di età 14-17 anni fuma abitualmente l'11.1% e, occasionalmente, il 13.4%: Appare pertanto chiaro che, proprio in questo periodo in cui si sta affrontando l’emergenza da Coronavirus, non fumare è un’arma in più per affrontare meglio la malattia nel caso si venisse contagiati.

Ad accentuare questo messaggio di prevenzione alla popolazione pensano anche i ragazzi del Distretto sanitario di Mirano-Dolo che, come negli anni scorsi, hanno organizzato un concorso di disegni aventi a tema il fumo di sigaretta. Si tratta di 63 disegni realizzati da 9 scuole medie e superiori della Riviera del Brenta e del Miranese: gli istituti Martini di Peseggia, Gramsci di Camponogara, Goldoni di Martellago, Zara di Borbiago, Aldo Moro di Campagna Lupia, Galilei di Scorzè, Galilei di Fossò, Mazzini di Mirano e Giovanni XXIII di Pianiga.
«Ricordo – ha detto il direttore del dipartimento di Prevenzione, dottor Luca Sbrogiò - che questa iniziativa è il risultato del lavoro svolto dagli operatori dell'area Promozione alla Salute (dipartimento di Prevenzione) del Distretto di Mirano-Dolo, diretta dal dottor Vittorio Selle, assieme alle scuole secondarie di primo e secondo livello del territorio che, da ormai diciotto anni, aderiscono con entusiasmo ai due progetti regionali (“Smoke Free Class competition” e “Liberi di scegliere”) di prevenzione al tabagismo.
Quest’anno i due progetti hanno visto la partecipazione di 44 classi per un totale di 928 studenti. In questo momento di emergenza – continua il dottor Sbrogiò – in cui si stanno fornendo le informazioni utili relative alle buone pratiche da tenere per isolare il virus, è un segnale bellissimo quello che arriva dai giovani che sensibilizzano contro il fumo gli adulti ma anche i loro coetanei, divenendo in questo modo pienamente nostri partner nella prevenzione».
I disegni sono visitabili nel sito dell'ULSS 3 Serenissima. Proprio in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco del 31 maggio verranno premiate le classi che hanno presentato i migliori disegni e slogan. Anche quest'anno sono state coinvolte le piscine di Dolo, Martellago, Mira e Noale, quali sponsor del concorso, per sottolineare l’importanza dell’attività fisica come strumento per migliorare e mantenere il benessere.

mercoledì 11 marzo 2020

ALL'OSPEDALE DI MIRANO L'ERNIA ADDOMINALE SI CURA IN ANESTESIA LOCALE

In questi giorni la sanità è sotto l'attenzione di tutti, e una volta ancora vale sottolineare la grande professionalità di medici e infermieri nel territorio veneto. Stavolta non si parla di Covid-19, ma di interventi per rimuovere le ernie: ne è stato protagonista, da paziente, il dottor Corrado da Lio, facente funzioni del primario nel reparto di Chirurgia dell'ospedale di Mirano: «È successo anche a me, e non ho avuto dubbi a chi affidarmi, cioè alla mia équipe chirurgica che ha alle spalle un’esperienza e professionalità ultraventennale nel tema delle ernie addominali o inguino-scrotali».

Dopo un’ora dal trattamento, effettuato dagli stessi medici con cui lavora quotidianamente a fianco, giorno dopo giorno, già stava in piedi e camminava: «Ho testato da un punto di vista differente da quello consueto – sottolinea il dottor Da Lio – la competenza dell'équipe; e posso confermare per esperienza provata che all’interno dell'ambulatorio di Patologia della parete addominale ci sono medici altamente specializzati, che hanno affinato e aggiornato la tecnica per il trattamento delle ernie addominali».
Nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Mirano si eseguono circa 2200 interventi l’anno, di cui ben 400 riguardano patologie della parete addominale e, in particolare, le ernie prodottesi in questo settore, che non vanno confuse con quelle del disco. Si tratta di una patologia frequente, soprattutto negli uomini, che i medici del Miranese affrontano chirurgicamente nel 95% dei casi in regime di ricovero ambulatoriale, con anestesia locale. «A Mirano - ha spiegato il responsabile del servizio di Patologia Addominale, dottor Ermanno Tiso - abbiamo affinato una tecnica già esistente, che eseguiamo in maniera sartoriale e che ci permette di operare persone che un tempo erano inoperabili o ad alto rischio anestesiologico, in quanto grandi anziani o persone con presenza di pluripatologie: la persona più giovane che abbiamo operato aveva 18 anni e la più anziana ne aveva 102.
Il paziente selezionato per l’intervento in regime ambulatoriale giunge in ospedale la mattina stessa dell’intervento, gli viene somministrata l’anestesia localmente (per l’intera durata della operazione è vigile e risponde al medico), e può tornare a casa propria dopo quattro ore dall’intervento». L’intervento, che dura in media 30-40 minuti, prevede una piccola incisione che permette al chirurgo di inserire una rete protesica che blocca la fuoriuscita delle viscere e che, una volta inserita, col tempo, si integra con i tessuti dell'organismo rafforzando la preesistente area di debolezza. I punti di sutura, inoltre, si riassorbono. Il paziente, dopo alcuni giorni, può ridurre o sospendere l’assunzione dei farmaci analgesici e se ha un lavoro di tipo impiegatizio, può rientrare in ufficio entro sette giorni, che diventano circa una ventina se la persona pratica sport e svolge un’attività lavorativa più impegnativa dal punto di vista fisico.