Il Distretto del Commercio tra i Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Pianiga e Vigonovo è realtà. Prende il nome di "Tra terra e acqua, le città oltre la Brenta" ed è stato approvato dalla Regione Veneto nei giorni scorsi: «Abbiamo lavorato molto con i Comuni partner e con le associazioni di impresa - spiega l'assessora alle Attività Produttive di Campolongo, Raffaella Gobbi - per arrivare al riconoscimento del Distretto quale strumento finalizzato al rilancio dei centri urbani e delle piccole attività commerciali. La crisi economica acuita dalla pandemia conferma la necessità di questo impegno».
Capofila della nuova realtà (che in Riviera si va ad aggiungere ai due Distretti già operativi a Mira e tra l'Unione dei Comuni) è proprio il Comune di Campolongo: l'intento è valorizzare le attività economiche dei territori che non si affacciano direttamente sul naviglio, ma che si sviluppano nell'entroterra più agricolo al confine tra il Miranese e il Piovese, attraversati dal ramo maggiore del Brenta.
«Assieme ai colleghi Irene Rampin di Camponogara, Elena Bordin di Pianiga, Fabio Tono di Vigonovo - continua Gobbi - abbiamo costituito non solo uno strumento, ma innanzitutto un metodo di lavoro col quale (coinvolgendo imprese, cittadini e associazioni del territorio) vogliamo attrarre idee e risorse per il rilancio dei negozi di vicinato, senza i quali le città sarebbero meno vive, meno sicure e meno a misura d'uomo».
Il nuovo Distretto dovrà dunque tenere conto dell'impatto economico del Covid-19 su imprese e consumi, prestando particolare attenzione a temi quali la crescita delle consegne a domicilio e del commercio online, la formazione delle imprese, l'accessibilità urbana, l’ampliamento di spazi e orari, la rimodulazione degli eventi, lo smartworking e nuove destinazioni per gli spazi sfitti.
Il coordinatore della Confcommercio rivierasca Alessandro Biasiolo ricorda come il Distretto potrà coinvolgere più di 600 imprese tra commercio, servizi alla persona, pubblici esercizi, artigiani e strutture ricettive: «Nei prossimi giorni ci riuniremo con i quattro Comuni per programmare la prima seduta della consulta di Distretto, nella quale firmare ufficialmente con tutti i sottoscrittori l’accordo di partenariato, nominare i rappresentanti della cabina di regia e partire subito con la programmazione delle attività, che ci auguriamo possano essere a breve finanziate dalla Regione, come avvenuto nel 2018 con i precedenti bandi». Confcommercio intanto ha messo a disposizione del Distretto, quale manager pro-tempore, il direttore dell’associazione Pierpaolo dall’Agnola.
martedì 16 febbraio 2021
venerdì 12 febbraio 2021
LA REGIONE APPROVA IL NUOVO DISTRETTO DEL COMMERCIO TRA QUATTRO COMUNI RIVIERASCHI
La Regione Veneto ha inserito anche l'area compresa tra i Comuni di Campolongo Maggiore, Camponogara, Vigonovo e Pianiga tra quelle prescelte per l'adozione di uno dei 17 Distretti del Commercio di nuovo conio. Il Distretto, che prenderà nome "Tra terra e acqua, le città oltre la Brenta", intende rilanciare direttamente le imprese di vicinato della zona, anche attraverso finanziamenti mirati alla riqualificazione urbana e ambientale.
L'iniziativa, promossa dall'assessore regionale Roberto Marcato, ha coinvolto le amministrazioni locali e l'Associazione Nazionale dei Comuni, oltre alle categorie economiche del territorio: obiettivo è frenare il decentramento dei negozi e la loro chiusura forzosa, con vetrine rimaste vacanti e l'impoverimento complessivo del tessuto cittadino.
Se la parte meridionale della Riviera sorride, a piangere è Chioggia, dove l'analoga mozione avanzata da Beniamino Boscolo e votata all'unanimità dal consiglio comunale lo scorso 29 dicembre, non ha poi avuto seguito quanto alle attività che rimanevano in capo alla giunta, non consentendo così l'inserimento delle città di laguna sud nel novero dei nuovi Distretti approvati. «È l'ennesima dimostrazione - commenta lo stesso Boscolo - di quanto poco concreta e inconsistente sia la giunta 5 Stelle.
Chioggia è rimasta una delle poche realtà importanti nel commercio a non avere ancora un proprio Distretto - conclude il capogruppo di Forza Italia - e l'assessora Genny Cavazzana, leggendo in aula cosa prevede la legge regionale in merito a questi bandi, ha dimostrato tutto ciò che non ha mai fatto, dalla creazione di partnership all'individuazione di un manager del commercio, fino alla presentazione del progetto».
L'iniziativa, promossa dall'assessore regionale Roberto Marcato, ha coinvolto le amministrazioni locali e l'Associazione Nazionale dei Comuni, oltre alle categorie economiche del territorio: obiettivo è frenare il decentramento dei negozi e la loro chiusura forzosa, con vetrine rimaste vacanti e l'impoverimento complessivo del tessuto cittadino.
Se la parte meridionale della Riviera sorride, a piangere è Chioggia, dove l'analoga mozione avanzata da Beniamino Boscolo e votata all'unanimità dal consiglio comunale lo scorso 29 dicembre, non ha poi avuto seguito quanto alle attività che rimanevano in capo alla giunta, non consentendo così l'inserimento delle città di laguna sud nel novero dei nuovi Distretti approvati. «È l'ennesima dimostrazione - commenta lo stesso Boscolo - di quanto poco concreta e inconsistente sia la giunta 5 Stelle.
Chioggia è rimasta una delle poche realtà importanti nel commercio a non avere ancora un proprio Distretto - conclude il capogruppo di Forza Italia - e l'assessora Genny Cavazzana, leggendo in aula cosa prevede la legge regionale in merito a questi bandi, ha dimostrato tutto ciò che non ha mai fatto, dalla creazione di partnership all'individuazione di un manager del commercio, fino alla presentazione del progetto».
sabato 23 gennaio 2021
PERCOSSE ALLA MOGLIE, 69ENNE DI VIGONOVO ALLONTANATO DA CASA DAI CARABINIERI
Lo scorso martedì 19 gennaio i carabinieri della Stazione di Vigonovo hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, e del divieto di avvicinamento alla parte offesa, nei confronti di un 69enne del luogo. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Venezia, in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia, in quanto sono stati raccolti gravi e concordanti indizi in merito a condotte violente e vessatorie perpetrate dall’uomo nei confronti della moglie 67enne, sin dall’anno 2011.
Le indagini, dirette della Procura della Repubblica di Venezia, sono state avviate d’iniziativa dai carabinieri, benché la donna non abbia mai inteso collaborare e avesse negli anni asserito di ricondurre le proprie lesioni a cadute accidentali, e sono state eseguite anche mediante attività tecnica. Il reato contestato all’uomo, ovvero maltrattamenti in famiglia (previsto e punito dall’articolo 572 del codice penale) si sarebbe concretizzato in continue ingiurie e percosse nei confronti della donna, la quale era costretta a subire continue umiliazioni riducendosi in uno stato di pressoché totale annichilimento.
Le indagini, dirette della Procura della Repubblica di Venezia, sono state avviate d’iniziativa dai carabinieri, benché la donna non abbia mai inteso collaborare e avesse negli anni asserito di ricondurre le proprie lesioni a cadute accidentali, e sono state eseguite anche mediante attività tecnica. Il reato contestato all’uomo, ovvero maltrattamenti in famiglia (previsto e punito dall’articolo 572 del codice penale) si sarebbe concretizzato in continue ingiurie e percosse nei confronti della donna, la quale era costretta a subire continue umiliazioni riducendosi in uno stato di pressoché totale annichilimento.
sabato 5 dicembre 2020
RAPINA IN TABACCHERIA A FOSSÒ, I CARABINIERI DENUNCIANO UN 21ENNE REO CONFESSO
I Carabinieri della Stazione di Vigonovo hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 21enne del luogo, già noto alle forze dell'ordine, il quale è indagato per aver perpetrato la sera di lunedì 23 novembre scorso una rapina a una tabaccheria di Fossò. Il giovane, sottoposto a perquisizione domiciliare dai militari, è stato trovato in possesso di varia documentazione fiscale che si trovava unitamente al denaro all’interno del borsello sottratto alla vittima, nonché di alcuni pallini in plastica compatibili con la pistola giocattolo utilizzata.
Nell’occasione, l'indagato intendeva collaborare ammettendo di aver perpetrato il reato, e di aver acquistato due telefoni cellulari e altri beni con il denaro sottratto. Sia gli elementi di prova che i ricavati del reato sono stati sottoposti a sequestro. Nell’ambito delle indagini eseguite dai Carabinieri di Vigonovo, con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Chioggia, è stato anche individuato il negozio dove il 21enne ha acquistato la pistola giocattolo prima di eseguire la rapina. Non è stato però possibile recuperare l’oggetto poiché il giovane, come confermato dal medesimo, se n’era disfatto immediatamente dopo il crimine, durante la fuga.
Nell’occasione, l'indagato intendeva collaborare ammettendo di aver perpetrato il reato, e di aver acquistato due telefoni cellulari e altri beni con il denaro sottratto. Sia gli elementi di prova che i ricavati del reato sono stati sottoposti a sequestro. Nell’ambito delle indagini eseguite dai Carabinieri di Vigonovo, con il supporto del Nucleo Operativo della Compagnia di Chioggia, è stato anche individuato il negozio dove il 21enne ha acquistato la pistola giocattolo prima di eseguire la rapina. Non è stato però possibile recuperare l’oggetto poiché il giovane, come confermato dal medesimo, se n’era disfatto immediatamente dopo il crimine, durante la fuga.
domenica 29 novembre 2020
MALTRATTA LA MADRE, I CARABINIERI ALLONTANANO DA CASA UN 45ENNE DI STRA
Lo scorso sabato, i carabinieri della Stazione di Stra hanno allontanato dalla casa familiare un 45enne del luogo. Il provvedimento cautelare è stato emesso in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia dal GIP del Tribunale di Venezia, in quanto sono stati raccolti gravi e concordanti indizi in merito a condotte violente e minatorie perpetrate dall’uomo nei confronti della madre 70enne. La donna, infatti, nei mesi scorsi aveva deciso di sporgere denuncia alla Stazione dei carabinieri di Stra, raccontando di essere vittima del figlio sin dall’anno 2014, periodo nel quale l’uomo avrebbe cominciato ad abusare di alcool e stupefacenti.
martedì 27 ottobre 2020
CONFCOMMERCIO: «RISPETTARE LE REGOLE NON BASTA, COSÌ SI UCCIDONO LE CATEGORIE»
La Confcommercio della Riviera del Brenta rigetta le restrizioni imposte dall'ultimo decreto governativo del 24 ottobre. «È in discussione un intero comparto economico - sostiene il coordinatore Alessandro Biasiolo, amareggiato - con migliaia di imprese a rischio di sopravvivenza, nonostante i forti investimenti nella sicurezza, l’osservanza degli adempimenti previsti dalle linee guida e dai protocolli di settore, la caparbietà e l’impegno nell’andare avanti. Il senso di responsabilità e il rispetto delle regole dimostrati evidentemente non bastano».
In queste ore spiegano che bar e ristoranti vengono chiusi non perché poco sicuri, ma perché forti attrattori di persone: «Si deve uscire di casa solo per evidenti necessità, mentre andare al bar o al ristorante non lo sarebbe», continua ironicamente la nota dei negozianti. «Dobbiamo fare tutti la nostra parte, ma continuiamo a vedere ogni giorno persone stipate come sardine negli autobus, o nei grandi centri commerciali aperti anche il fine settimana: è amaro constatare che non siamo tutti uguali, anzi bar e ristoranti sono "figli di un dio minore". E quindi possono tranquillamente chiudere, poco importa se riapriranno. Evidenti i due pesi e le due misure».
A parziale riparazione, i preannunciati indennizzi: «Ci auguriamo siano immediati come i provvedimenti restrittivi - prosegue Biasiolo - annunciati il sabato e applicati il lunedì, e che non si risolvano in un contributo minimo, come in primavera (solo il 20% del mancato incasso del 2020 rispetto allo stesso periodo relativo al 2019), ma siano invece effettivamente proporzionati alle perdite di questa ennesima chiusura forzata. Altrimenti, per la somministrazione (260mila imprese, un milione di addetti, fatturato di 40 miliardi senza contare l’indotto) già in crisi, passata la pandemia le serrande rimarranno abbassate: forse salvi dal Covid-19 ma defunti dal punto di vista imprenditoriale».
In queste ore spiegano che bar e ristoranti vengono chiusi non perché poco sicuri, ma perché forti attrattori di persone: «Si deve uscire di casa solo per evidenti necessità, mentre andare al bar o al ristorante non lo sarebbe», continua ironicamente la nota dei negozianti. «Dobbiamo fare tutti la nostra parte, ma continuiamo a vedere ogni giorno persone stipate come sardine negli autobus, o nei grandi centri commerciali aperti anche il fine settimana: è amaro constatare che non siamo tutti uguali, anzi bar e ristoranti sono "figli di un dio minore". E quindi possono tranquillamente chiudere, poco importa se riapriranno. Evidenti i due pesi e le due misure».
A parziale riparazione, i preannunciati indennizzi: «Ci auguriamo siano immediati come i provvedimenti restrittivi - prosegue Biasiolo - annunciati il sabato e applicati il lunedì, e che non si risolvano in un contributo minimo, come in primavera (solo il 20% del mancato incasso del 2020 rispetto allo stesso periodo relativo al 2019), ma siano invece effettivamente proporzionati alle perdite di questa ennesima chiusura forzata. Altrimenti, per la somministrazione (260mila imprese, un milione di addetti, fatturato di 40 miliardi senza contare l’indotto) già in crisi, passata la pandemia le serrande rimarranno abbassate: forse salvi dal Covid-19 ma defunti dal punto di vista imprenditoriale».
mercoledì 21 ottobre 2020
I CARABINIERI ARRESTANO DUE FRATELLI DI CAMPOLONGO PER SPACCIO DI MARIJUANA E DETENZIONE ILLECITA DI PETARDI
Lunedì mattina i carabinieri della Tenenza di Dolo hanno arrestato due fratelli di 36 e 32 anni, residenti a Campolongo Maggiore, in quanto trovati in possesso di 5 kg di marijuana e dell'attrezzatura per produrla. Nello specifico, all'interno della loro abitazione è stata rinvenuta una stanza adibita all'essiccamento, munita di deumidificatore, ventilatore e faro per il riscaldamento. Ulteriori ricerche, estese al campo retrostante l'abitazione, hanno consentito di reperire ulteriori due piante di cannabis mature e in fase vegetativa.
Lo stupefacente sequestrato avrebbe fruttato circa 50mila euro. In casa sono stati ritrovati anche 53 grossi petardi a elevato potenziale esplosivo, per un totale di 1.6 kg di polvere pirica, naturalmente senza licenza. I due fratelli sono stati tradotti al carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Lo stupefacente sequestrato avrebbe fruttato circa 50mila euro. In casa sono stati ritrovati anche 53 grossi petardi a elevato potenziale esplosivo, per un totale di 1.6 kg di polvere pirica, naturalmente senza licenza. I due fratelli sono stati tradotti al carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
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