Un quarantenne di Camponogara è in fin di vita dopo aver ingerito sostanze tossiche. L'uomo ha lasciato una lettera in cui dichiara di non riuscire più ad andare avanti, data la sua dipendenza dalle macchine mangiasoldi del videopoker. Disperata la corsa all'ospedale, dopo che è stato rinvenuto con la bava alla bocca.
Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito.
martedì 28 marzo 2017
lunedì 27 marzo 2017
SVENTATO FURTO AL CALZATURIFICIO NILLAB DI FIESSO D'ARTICO
Dopo il doppio colpo effettuato in due calzaturifici di Fossò lo scorso fine settimana, la banda di ladri che ruba calzature di lusso ha tentato un altro furto a Fiesso d’Artico. Questa volta i carabinieri l'hanno sventato, ma i malviventi avevano già caricato in un furgone oltre 600 paia di scarpe griffate. È accaduto la notte tra domenica e lunedì alla Nillab, un calzaturificio della linea Ballin Project, situato in zona industriale: per sviare le forze dell’ordine, i ladri hanno fatto suonare più volte l’allarme della fabbrica. Verso le 3 della notte sono entrati in azione, ma i carabinieri di Stra li hanno sorpresi con le mani nel sacco. I malviventi sono riusciti a scappare a piedi tra le fabbriche della zona industriale, abbandonando sul posto il furgone pieno di scarpe. Dall’inizio dell’anno i ladri hanno già visitato quattro aziende calzaturiere: in tre casi hanno rubato scarpe che nei negozi di mezzo mondo vengono vendute anche a 600 euro il paio. Subito dopo il furto, le scarpe passano la frontiera e vengono vendute nei mercati dell’est a 30-40 euro il paio.
FIESSO: LASCIA IL SOFFRITTO AL FUOCO E INCENDIA LA CASA. UN VICINO E I POMPIERI EVITANO IL PEGGIO
Rischia di bruciare la casa con un soffritto. Un vicino di casa prima e i vigili del fuoco poi hanno evitato il peggio. È successo oggi in una abitazione di via Verdi a Fiesso d’Artico, abitata da due persone anziane. La donna si è dimenticata il soffritto sui fornelli ed è uscita sul cortile di casa: dopo un quarto d’ora, quando è rientrata, ha trovato la cucina in fiamme. Il fuoco aveva già intaccato i mobili. Ha cercato di spegnere il fuoco con l’acqua ma è stato peggio. In suo soccorso è arrivato un vicino di casa che, vista la situazione, ha subito chiamato i pompieri. I vigili del fuoco hanno messo l’abitazione in sicurezza, ma la casa avrà bisogno di una nuova cucina e di una nuova tinteggiatura.
domenica 26 marzo 2017
FURTO A SANDON DI FOSSÒ, RUBATI GIOIELLI E DENARO A DUE PENSIONATI
Furto in casa di due anziani a Sandon di Fossò, nella notte tra venerdì e sabato. I ladri entrano di notte nella villetta di due pensionati, girano indisturbati per le stanze e le camere e se ne vanno con poche centinaia di euro e qualche oggetto d’oro. I proprietari della casa si sono accorti del furto solo al risveglio. «Mi hanno sicuramente narcotizzata», dice la donna. «Dormo in una stanza da sola, mentre mio marito dorme in un’altra. Ho un sonno molto leggero e mi sveglio al minimo rumore. Ho il pavimento di legno in camera e quando uno ci cammina sopra scricchiola molto. È impossibile che non abbia sentito nulla. Quando verso le 6 mi sono svegliata, avevo uno strano gusto in gola. È il terzo furto che subiamo. I ladri hanno rovinato la nostra esistenza e ora non riusciremo più a dormire». Il furto è stato perpetrato in una abitazione di via Trento: i malviventi hanno letteralmente asportato un balcone e poi aperto la finestra dopo avere praticato un buco vicino alla serratura. Una volta in casa hanno ispezionato tutte le stanze, compresa quella dove dormiva la proprietaria. Hanno aperto i cassetti e trovato del denaro e oggetti in oro. Non sarebbero invece entrati in quella dove dormiva il marito.
venerdì 24 marzo 2017
ANCORA UNA RAZZIA DI SCARPE NELLA RIVIERA: CALZATURIFICI ANCORA PRESI DI MIRA
FOSSO’ - Ancora un furto di calzature a Fossò. Le aziende calzaturiere visitate dai ladri nel corso della scorsa notte sono state ben due. Le due ditte sono adiacenti e divise solo da un muro. Si tratta delle ditte Mafer e Marilisa, situate in via VII^ settima strada, nella zona artigianale di Fossò. I ladri hanno rubato 400 paia di calzature per un valore di circa 80mila euro.
I ladri hanno preso di mira prima l’azienda Marilisa, che è sprovvista del sistema antifurto. Poi, attraverso un buco praticato sul muro divisorio che divide le due ditte, sono penetrati all’interno della Mafer, che invece ha un sistema d’allarme agli infissi e che, ovviamente, non è entrato in funzione. I malviventi se ne sono andati con un furgone pieno di 400 paia di scarpe per un valore di circa 8omila euro. A febbraio i ladri avevano già preso di mira la Kallistè di via Piemonte, rubando oltre 500 paia di scarpe da donna di gran pregio.
Ancora una volta i ladri hanno dimostrato di essere a perfetta perfettamente conoscenza dei posti e delle aziende provviste del sistema d’allarme.
lunedì 20 marzo 2017
TORNADO: ULTIMATUM DELLA REGIONE, "DIECI GIORNI PER INDIVIDUARE I PROGETTI DA FINANZIARE COI SOLDI DEGLI SMS O DECIDIAMO NOI"
In merito alla destinazione dei fondi raccolti grazie agli sms solidali per il tornado che nel luglio 2015 ha colpito la Riviera del Brenta, l’assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin ha posto un ultimatum. Se entro dieci giorni non dovessero arrivare ulteriori progetti da parte dei Comuni di Mira, Dolo e Pianiga, aventi le caratteristiche di opera pubblica a grande valenza sociale collegabile ai danni post evento, sarà la Regione, per quanto di sua competenza, a formalizzare al Dipartimento nazionale della protezione civile il finanziamento di un progetto che abbia le caratteristiche previste o la conferma dell’unico progetto finora presentato, la ricostruzione dello stadio a Pianiga. «La Regione si trova a dover procedere in questo modo –evidenzia Bottacin- in quanto i tre Comuni e il comitato dei garanti non sono stati in grado di trovare un accordo per un progetto condiviso su cui far convergere i 211 mila euro raccolti grazie alla generosità di tanti cittadini».
L’assessore ricorda anche come sono andate le cose: a seguito della tromba d'aria, il presidente della Regione Zaia ha richiesto lo stato di emergenza, che è stato dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri in data 17 luglio 2015. Il 24 luglio Zaia ha chiesto l'attivazione del numero solidale per l’invio di sms. Il 24 agosto il responsabile della protezione civile nazionale, ing. Curcio, ha scritto alla Regione che era possibile procedere all'attivazione del numero solidale a condizione che fossero individuati interventi di ricostruzione di "grande valenza sociale". Il 27 agosto il presidente Zaia risponde a Curcio spiegando che per l'individuazione dell'intervento «la migliore soluzione è di definire con i tre sindaci interessati la lista degli interventi specifici a valenza sociale e comunicarla al comitato dei garanti». Per la gestione delle risorse raccolte con sms, il protocollo d'intesa stipulato tra i gestori e il dipartimento nazionale protezione civile prevede infatti che sia istituito un comitato di garanti. Il 4 novembre 2015 la Regione ha comunicato quattro nomi del comitato dei garanti, uno indicato dalla Regione (il prof. Petrillo) e gli altri indicati dai tre comuni interessati. Il 16 novembre il dipartimento nazionale ha indicato il suo rappresentante, il prof. Germani, e il 15 dicembre 2015 il capo dipartimento con proprio decreto ha istituito il comitato dei garanti con il compito, tra l’altro, di approvare i progetti presentati. Gli interventi finanziabili, su precisa indicazione del dipartimento nazionale della protezione civile, devono essere opere pubbliche di grande valenza sociale, collegate direttamente alla ricostruzione post evento calamitoso. Da allora l'unico progetto concreto pervenuto è quello presentato dal Comune di Pianiga di ricostruzione dello stadio. «Nel corso delle riunioni dei garanti –rileva l’assessore- è emersa la proposta di finanziare interventi sui navigli. Tale intervento però non è finanziabile, non essendo opera pubblica di grande valenza sociale associata direttamente alla ricostruzione post evento. Tra l'altro tale proposta, proveniente dal garante del comune di Dolo, non è stata suffragata da un progetto, come invece richiesto dal dipartimento. Allo stato attuale quindi –conclude Bottacin- l'unica opera pubblica aventi le caratteristiche per essere finanziata resta lo stadio o un suo stralcio funzionale. Se entro dieci giorni non arriveranno proposte diverse e con i requisiti richiesti, sarà la Regione a indicare alla protezione civile nazionale un progetto finanziabile o la conferma dell’unico progetto finora presentato, per vedere utilizzati i fondi raccolti».
L’assessore ricorda anche come sono andate le cose: a seguito della tromba d'aria, il presidente della Regione Zaia ha richiesto lo stato di emergenza, che è stato dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri in data 17 luglio 2015. Il 24 luglio Zaia ha chiesto l'attivazione del numero solidale per l’invio di sms. Il 24 agosto il responsabile della protezione civile nazionale, ing. Curcio, ha scritto alla Regione che era possibile procedere all'attivazione del numero solidale a condizione che fossero individuati interventi di ricostruzione di "grande valenza sociale". Il 27 agosto il presidente Zaia risponde a Curcio spiegando che per l'individuazione dell'intervento «la migliore soluzione è di definire con i tre sindaci interessati la lista degli interventi specifici a valenza sociale e comunicarla al comitato dei garanti». Per la gestione delle risorse raccolte con sms, il protocollo d'intesa stipulato tra i gestori e il dipartimento nazionale protezione civile prevede infatti che sia istituito un comitato di garanti. Il 4 novembre 2015 la Regione ha comunicato quattro nomi del comitato dei garanti, uno indicato dalla Regione (il prof. Petrillo) e gli altri indicati dai tre comuni interessati. Il 16 novembre il dipartimento nazionale ha indicato il suo rappresentante, il prof. Germani, e il 15 dicembre 2015 il capo dipartimento con proprio decreto ha istituito il comitato dei garanti con il compito, tra l’altro, di approvare i progetti presentati. Gli interventi finanziabili, su precisa indicazione del dipartimento nazionale della protezione civile, devono essere opere pubbliche di grande valenza sociale, collegate direttamente alla ricostruzione post evento calamitoso. Da allora l'unico progetto concreto pervenuto è quello presentato dal Comune di Pianiga di ricostruzione dello stadio. «Nel corso delle riunioni dei garanti –rileva l’assessore- è emersa la proposta di finanziare interventi sui navigli. Tale intervento però non è finanziabile, non essendo opera pubblica di grande valenza sociale associata direttamente alla ricostruzione post evento. Tra l'altro tale proposta, proveniente dal garante del comune di Dolo, non è stata suffragata da un progetto, come invece richiesto dal dipartimento. Allo stato attuale quindi –conclude Bottacin- l'unica opera pubblica aventi le caratteristiche per essere finanziata resta lo stadio o un suo stralcio funzionale. Se entro dieci giorni non arriveranno proposte diverse e con i requisiti richiesti, sarà la Regione a indicare alla protezione civile nazionale un progetto finanziabile o la conferma dell’unico progetto finora presentato, per vedere utilizzati i fondi raccolti».
domenica 19 marzo 2017
DOLO: AUTO TRAPASSATA DAL GUARD RAIL COME UNA SPADA 39 RICOVERATO IN CODICE ROSSO
Spettacolare incidente nel territorio di Dolo, un 39 enne per cause ancora al vaglio nel pomeriggio di domenica ha perso il controllo della sua auto ed è finita addossa al guardrail.
L’urto è stato così violento che il guard rail è penetrato all’interno dell’abitacolo trapassando l’auto come una lancia entrando dalla parte anteriore ed uscendo dalla posteriore.
L’uomo, fortunatamente, anche se in codice rosso non sarebbe in condizioni gravissime è rimasto cosciente per tutto il tempo in cui sono arrivati i soccorsi ed ha avuto perfino la forza di avvisare telefonicamente i genitori con il proprio telefonino.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Mira, i carabinieri e l’eisoccorso ma poi è stato trasportato all’ospedale di Dolo tramite ambulanza.
Eventuali ulteriori aggiornamenti in seguito.
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