sabato 16 novembre 2019

FALLISCE IL CALZATURIFICIO BE71 (EX KALLISTÉ) A FOSSO', LICENZIATI CIRCA 30 OPERAI

Ancora una chiusura forzata per un calzaturificio della Riviera del Brenta. Si tratta della Be71, ex Kallisté, con sede in via Roverelli a Fossò: nei giorni scorsi l'azienda è fallita lasciando a casa circa 30 operai, nonostante sia intatto il valore della loro professionalità dimostrata al servizio dell'impresa. Lunedi gli operai licenziati saranno a Mirano con i sindacati. In pochi anni il brand -che produce scarpe di pregio- ha subìto ben due fallimenti: solo nel settembre 2018 le insegne e la distribuzione erano passate di mano dall'imprenditore marchigiano Cleto Sagripanti alla Lablux di Giovanni Stella, anche se in capo al primo era rimasto lo stabilimento rivierasco: «Il marchio Kallisté - aveva dichiarato proprio Sagripanti - è in buonissime mani e abbiamo messo a punto un’organizzazione capace di sfidare il mercato attuale». Evidentemente così non è stato, e ora le maestranze sperano intervenga il mercato o la mano pubblica a far ripartire le produzioni e soprattutto a garantire loro un futuro.
Agli operai arriva la solidarietà della consigliera regionale Erika Baldin (M5S): «Non sorprende che imprenditori senza scrupoli sfruttino l’onda delle ristrutturazioni aziendali per poi dichiarare fallimento. Peccato che a farne le spese siano sempre i lavoratori, anche quando assai specializzati e dalla grande dedizione professionale. Resta da capire se l'imprenditore fosse cosciente delle difficoltà quando dichiarava di essere all'altezza del mercato, configurando così ipotesi di dolo ai danni delle maestranze, alle quali è stato portato via il futuro. Ora spetta alla politica – è il monito della consigliera stellata – che deve mettere le parti attorno a un tavolo, coordinare gli ammortizzatori sociali per chi è rimasto senza un impiego, favorire il riassorbimento in altre fabbriche sane della zona, creare gli strumenti affinché eventi del genere non abbiano più a ripetersi. Il reddito di cittadinanza fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle è stato pensato proprio quale rete di protezione per coloro che si trovano a essere loro malgrado vittime dell’economia globalizzata e di avventurieri che giocano con la vita altrui».

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